venerdì, 29 Maggio 2026
Regione Veneto, la Giunta rilancia gli Sportelli per l’assistenza familiare
Più supporto alle famiglie, più incontro tra domanda e offerta di cura
Fidaldo segnala nell’Atlante la nuova iniziativa regionale che rafforza gli sportelli territoriali, il Registro degli assistenti familiari e la collaborazione con Veneto Lavoro
La Regione Veneto rilancia e rafforza la propria rete di sostegno all’assistenza familiare con un nuovo provvedimento che punta a dare più strumenti alle famiglie, soprattutto a quelle che hanno bisogno di orientarsi nella ricerca di un’assistente familiare affidabile, qualificata e regolarmente inserita nei percorsi regionali. La Deliberazione della Giunta regionale n. 319 del 30 aprile 2026, pubblicata nel BUR del 5 maggio 2026, aggiorna infatti il modello veneto dell’assistenza familiare, rifinanzia gli sportelli territoriali già attivi e promuove, dove mancano servizi, l’apertura di nuovi punti di riferimento sul territorio.
Per Fidaldo si tratta di un’iniziativa di particolare interesse, inserita nell’Atlante Fidaldo, perché interviene su un nodo molto concreto della vita quotidiana di tante famiglie: non solo il bisogno di cura di anziani, disabili e persone fragili, ma anche la necessità di trovare risposte pratiche, accompagnamento amministrativo e canali più semplici per l’incontro tra chi cerca assistenza e chi la offre professionalmente. Il cuore del provvedimento è proprio qui: trasformare gli sportelli per l’assistenza familiare in una infrastruttura più stabile, più diffusa e più utile per i territori.
La Regione ricorda che questo sistema affonda le sue radici nella legge regionale n. 38 del 2017, che aveva introdotto sia il Registro regionale degli assistenti familiari, sia una rete di sportelli territoriali come punto di riferimento per le famiglie. Quegli sportelli, fin dalla fase sperimentale avviata con la DGR 910 del 2019, sono stati pensati per offrire ascolto, orientamento, analisi delle competenze degli assistenti familiari, mediazione tra domanda e offerta e anche supporto tecnico-amministrativo nella gestione del rapporto di lavoro.
Il nuovo passaggio deciso dalla Giunta nasce anche dalla constatazione che, dopo la fase iniziale, la rete ha sofferto un rallentamento e una riduzione degli sportelli attivi, anche per effetto delle difficoltà emerse durante il periodo Covid. Da qui la scelta di rimettere al centro questi presìdi territoriali, riconoscendone il valore sociale e operativo: sono infatti il canale principale attraverso cui si alimenta, si aggiorna e si rende davvero utile il Registro regionale degli assistenti familiari.
La misura mette ora a disposizione 300 mila euro per sostenere gli sportelli degli assistenti familiari, con assegnazioni agli Enti capofila degli Ambiti Territoriali Sociali. Il finanziamento serve a dare continuità alle attività operative degli sportelli già presenti e, nei territori più isolati o fragili dal punto di vista demografico, a favorire l’attivazione di nuovi sportelli. Le risorse derivano dalla riprogrammazione del Fondo nazionale politiche sociali 2025 destinata agli interventi per la domiciliarità, nell’ambito di una dotazione complessiva per il Veneto pari a oltre 28,5 milioni di euro, di cui appunto 300 mila euro indirizzati a questa linea d’azione.
Non si tratta, quindi, di un bonus diretto alle famiglie, ma di un investimento sulla rete dei servizi che può aiutare in modo molto concreto i nuclei familiari che devono organizzare assistenza a domicilio. Ed è un aspetto tutt’altro che secondario: avere sportelli funzionanti significa poter contare su luoghi di orientamento, accompagnamento e intermediazione, riducendo il rischio di soluzioni improvvisate, irregolari o poco trasparenti.
Uno degli elementi più innovativi del provvedimento è la valorizzazione della figura dell’assistente familiare di vicinato, un modello che punta sulla condivisione del servizio tra più nuclei e che, secondo la Regione, può ampliare la platea dei beneficiari, migliorare l’efficienza dell’assistenza e contenere i costi, nel rispetto del quadro normativo vigente. In parallelo, il Veneto rafforza anche il nesso tra assistenza familiare e formazione, richiamando i percorsi già avviati nel 2025 nell’ambito del PR Veneto FSE+ 2021-2027 e il collegamento tra formazione e iscrizione al Registro regionale.
Un altro tassello decisivo è il coinvolgimento di Veneto Lavoro. La Regione ha approvato uno schema di accordo di collaborazione con il proprio ente strumentale per promuovere il supporto operativo agli sportelli territoriali, assicurare il raccordo con i servizi per l’impiego e integrare il Registro regionale degli assistenti familiari con il Sistema Informativo Lavoro Veneto. L’accordo avrà durata di un anno, prorogabile dopo la verifica dei risultati raggiunti.
Per le famiglie questo significa, in prospettiva, un sistema più leggibile e più efficace per trovare assistenti familiari, verificare profili e competenze e muoversi con maggiore sicurezza in un ambito delicato come quello del lavoro di cura. La stessa Regione sottolinea che il portale del Registro, oggi gestito da Azienda Zero, è un servizio gratuito sia per le famiglie sia per gli assistenti familiari.
Il provvedimento inserisce inoltre questi sportelli dentro una programmazione territoriale più integrata, legata agli Ambiti Territoriali Sociali e al raccordo con i servizi comunali, socio-sanitari e per il lavoro. Entro due mesi dall’adozione dell’atto, gli enti capofila degli Ambiti dovranno trasmettere alla Direzione Servizi Sociali l’individuazione degli sportelli e la programmazione delle attività. È il segnale che la Regione vuole passare da una logica sperimentale a una fase di consolidamento più strutturata e coordinata.
“Questa misura rappresenta un’importante occasione di vicinanza alle famiglie, che spesso si trovano improvvisamente ad affrontare situazioni complesse dal punto di vista assistenziale, organizzativo ed economico. Tutto ciò che rafforza i servizi e semplifica i percorsi di supporto va nella direzione che auspichiamo: garantire una presenza concreta accanto alle persone nei momenti di maggiore bisogno”, sottolinea Andrea Zini, presidente di Fidaldo.
Dello stesso tenore il commento dell’assessore regionale del Veneto Paola Roma, con deleghe ai Servizi Sociali, Famiglia, Longevità, Sport e Politiche Abitative: “Con il provvedimento della Regione Veneto rafforziamo una rete di servizi fondamentale per tante famiglie venete. Le assistenti familiari e le assistenti di quartiere oltre a rappresentare un livello essenziale delle prestazioni sociali da garantire con gli ambiti territoriali sociali, rappresentano un punto di riferimento importante per le famiglie. Investire su questi presìdi territoriali significa sostenere la domiciliarità, valorizzare il lavoro di cura e offrire risposte più vicine ai bisogni delle persone fragili e dei loro familiari”.
Per Fidaldo, il valore di questa iniziativa sta proprio nella sua capacità di intervenire sulla qualità del welfare di prossimità. Quando si rafforzano i luoghi che aiutano le famiglie a orientarsi, a trovare assistenza qualificata e a gestire correttamente il rapporto di lavoro domestico, si migliora non solo il servizio di cura, ma anche la tenuta sociale dei territori. In una società sempre più segnata dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento dei bisogni di domiciliarità, investire sugli sportelli per l’assistenza familiare significa rafforzare un anello decisivo del welfare quotidiano.